Teatro Nembro elenco degli spettacoli in programmazione

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Fuga da Via Pigafetta - Paolo Hendel

Nel suo nuovo spettacolo “Fuga da via Pigafetta”, Paolo Hendel torna all’originaria vocazione teatrale che lo ha reso celebre ai suoi esordi quando, con coraggiosa inventiva, parlava con la propria immagine sdoppiata dentro a un televisore. Quella stessa vena surreale, unita alla capacità di cogliere in anticipo il potenziale comico della tecnologia, viene messa ora al servizio di una commedia molto divertente e originale, ambientata in un’immaginaria Italia del futuro. Un uomo vive da solo in un appartamento gestito totalmente da un sofisticato sistema operativo, che pianifica la sua esistenza e lo protegge dal mondo circostante. Le sue giornate sono punteggiate da continui ed esilaranti litigi con il computer, che gli fa da alter ego e pretende di conoscere i suoi bisogni meglio di lui. Polemico e nostalgico, l’uomo ha ridotto al minimo le proprie relazioni umane, convinto che l’unica forma di sopravvivenza sia l’isolamento, al riparo da ogni genere di contaminazione ambientale e morale. Ma in questo scenario in apparente equilibrio, irrompe con forza una figlia, trascurata e messa da parte troppo in fretta. L’incontro provoca nell’uomo un’imprevista altalena emotiva che lo costringerà, fra brucianti conflitti e inattese tenerezze, a ribaltare le proprie priorità. E sarà il sogno di un lungo viaggio da fare insieme verso un pianeta lontano a restituire a entrambi, nel finale, il desiderio di scommettere sul proprio destino, senza risentimenti né paure. “Fuga da via Pigafetta”, nato dall’idea di raccontare una storia ambientata in un futuro non apocalittico, è uno spettacolo che coniuga felicemente l’ironia feroce sul degrado del presente con i toni appassionati di una commedia di sentimenti. In scena con la giovane Matilde Pietrangelo, Paolo Hendel abbandana momentaneamente l'affabulazione libera in cui è maestro per dedicarsi con entusiasmo a un progetto comico e drammaturgico più articolato e complesso.
Per info: info@teatrosanfilipponeri.it

Regia :Gioele Dix
Data : 28/10/2017 20:45

Come Ne Venimmo Fuori – Proiezioni da Futuro -- Sabina Guzzanti

Ci troviamo nel futuro. Un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo.Una donna, Sabina, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato. Tocca a lei quest’anno pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato: il periodo che va dal 1990 al 2041, noto a tutti come “il secolo di merda”. Le celebrazioni della fine del secolo di merda, si svolgono ogni anno perché non si perda la memoria di quanto accadde in quegli anni terribili e si scongiuri il pericolo che la storia possa ripetersi. Il fatto è che dopo tanto tempo, nessuno ha più voglia di arrovellarsi a capire le ragioni che avevano spinto gli uomini e le donne dell’epoca a cadere tanto in basso: frustrazione, ignoranza, miseria, compensate da ore e ore trascorse a litigare su facebook e a guardare programmi demenziali, incapaci di reagire alle innumerevoli angherie a cui venivano continuamente sottoposti. In questo futuro felice, si è diffusa l’idea che gli esseri umani vissuti nel secolo di merda fossero semplicemente degli emeriti imbecilli e che studiarli sia una perdita di tempo. Per confutare questa spiegazione sbrigativa, Sabina ha invece preparato una ricerca accurata: ha esaminato la televisione dell’epoca, i suoi leader, le convinzioni economiche e politiche, i passaggi storici nodali: per restituirci una imperdibile conferenza spettacolo sull’attualità politica e sociale, anche attraverso l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei... consentendo agli spettatori di farsi belle risate, salutari e liberatorie!
Per info: info@teatrosanfilipponeri.it

Regia :Giorgio Gallione
Data : 11/11/2017 20:45

Delusionist - No Stand Up Comedy -- Natalino Balasso

La scommessa è questa: divertire il popolo senza essere consolatori. Natalino Balasso, esemplare tarchiato della comicità cinica e Marta Dalla Via, irascibile artigiana del teatro contemporaneo, scrivono e recitano uno spettacolo che non si vergogna di avere una trama. DELUSIONIST parte da un'osservazione molto semplice: oggi, esistere, è pura performance, per incrementare la prestanza e svettare sul prossimo, l’ultima frontiera da abbattere è quella del sonno. Ci vorrebbe una pastiglia che ci permetta di essere sempre accesi. Un semplice modo per debellare l’oltraggio alla produttività fatto dal tempo passato a dormire, o sognare forse. Questo farmaco è il protagonista del nostro racconto. Insieme ai suoi effetti collaterali. Le domande che ci porremo sono intuibili: avrà successo l’innovativa pasticca? Riusciranno Balasso e Dalla Via a confezionare lo spot che deve muovere le masse all'acquisto? Ma saranno domande che dovranno cedere il passo ad altre, più sottili e meno evidenti: che cos'è, esattamente, la "sette ventiquattro"? In quali misteriose strade dovremo incamminarci per assecondare l'esigenza un po' modaiola della performance a tutti i costi, della presenza continua, della disponibilità verso un mondo in cui tutti sembrano essere spettatori di tutti? DELUSIONIST è il paradosso di una impresa fallimentare di successo, dello star svegli senza essere desti, dell’ essere sempre presenti a tutti eppure non esistere.
Per info: info@teatrosanfilipponeri.it

Regia :Natalino Balasso e Marta dalla Via
Data : 18/11/2017 20:45

La Molto Triste Storia di Piramo e Tisbe che Muoiono per Amore - Teatro della Cooperativa

Quando si parla di comicità, spesso ci si dimentica del contributo fondamentale − per intelligenza e ironia − apportato da attrici del calibro di Franca Valeri, Franca Rame, Ave Ninchi e Tina Pica. Le tre scene degli artigiani che rappresentano la Tragedia di Piramo e Tisbe durante le nozze dei signori nel “Sogno di una notte di mezza estate” sono un appuntamento costante del teatro comico, e tanto più i maldestri interpreti della sgangherata compagnia amatoriale cercano di essere tragici e di commuovere il pubblico, quanto più esilarante è il risultato ottenuto. Alcuni anni fa misi in scena una personale versione del capolavoro di Shakespeare, in cui anche le scene dei comici furono reinventate. La sgangherata compagnia amatoriale non era composta da artigiani che facevano i mestieri tipici del tempo, come nel testo originale, ma dalle dipendenti di una moderna impresa di pulizie, tre delle quali straniere. Il desiderio di rivedere sul palco quello straordinario gruppo di attrici, affiancate dall’ivoriano Rufin Doh nei panni del loro datore di lavoro, e il successo a dir poco travolgente di quelle scene mi hanno convinto a presentarle, ampliate e rivedute, in uno spettacolo a sé stante. Nel momento in cui ho deciso di adattare questo testo ero conscio del rischio in cui potevo incorrere, ossia quello di attirarmi le più feroci critiche da parte degli addetti ai lavori e di quegli spettatori legati al testo originale da una sorta di rispetto reverenziale, e direi quasi devozionale. A sostenermi, però, c’era la convinzione che Shakespeare riusciva a coinvolgere il pubblico perché nelle sue opere non affrontava solo i grandi temi universali della vita e dell’uomo, ma anche perché parlava, in modo diretto e vivo, dei problemi legati al quotidiano. Quando questo non avviene, nel migliore dei casi si rischia di fare un “teatro museale”.
Per info: info@teatrosanfilipponeri.it

Regia :Renato Sarti
Data : 02/12/2017 20:45

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